• tiziana fazio

Le Biblioteche Poliglotte di Napoli


Napoli è la città che ha accompagnato parte della mia formazione universitaria, qualche anno fa. La città, famosa sicuramente per i suoi colori, rumori, voci, pericoli, in realtà mi ha rapito per la cultura incredibile che mi ha offerto. Sia la città, le persone che ho incontrato, ma sopratutto l’università. Senza fare una sviolinata a cose note, questo post vuole essere un elogio ad un luogo poco conosciuto: le biblioteche ‘poliglotte’ (come le definisco io) dell’università “l’Orientale” di Napoli.

La prima Biblioteca poliglotta in cui ho messo piede è quella con sede in via Duomo: lunghi corridoi luminosi e pieni di archi, divisi in aree linguistiche. Il patrimonio librario della biblioteca, oltre 280.000 volumi, offre principalmente temi linguistici e letterari dell’Europa occidentale, ma anche temi sociologici, etnografici, linguistici dell’Europa Orientale. Ho passato delle infinite ore di lettura in quel luogo così affascinante, studiando quello che dovevo e non. Lettrice convulsiva lo sono sempre stata, ma il piacere di leggere libri in lingue diverse mi ha aperto mondi sconfinati e permesso di vedere nuove prospettive. Camminavo per Napoli con il naso tra le pagine di qualche romanzo francese o saggio inglese, completamente persa. Potevano seguirmi anche animali vestiti a festa, io non me ne sarei mai accorta.

Ad onor del vero, va anche sottolineata la peculiarità della Biblioteca di via Duomo nei mesi caldi che, contornata di vicoli alle sue spalle, regalava scene uniche: all'ordine del giorno c’era la dirimpettaia che ascoltava qualche brano neo-melodico a tutto volume, mentre il bibliotecario, oramai arreso al volere canoro nostrano, chiudeva rassegnato le finestre con vista muro giallo ocra e piante verdi. Mi chiedo se, a distanza di anni, la divertente situazione non sia cambiata.

La sede di via Duomo era quella principalmente focalizzata sullo studio delle lingue e letterature Europee, mentre allungandosi a piazza San Domenico Maggiore, si arrivava alla sede universitaria destinata alle lingue Orientali: l’imponente Palazzo Corigliano. In quella sede i codici linguistici diventano segni, e non più lettere, si possono attraversare interi continenti semplicemente muovendosi da un piano all’ altro della biblioteca interna. La biblioteca di palazzo Corigliano vanta un patrimonio documentale di oltre 300.000 libri che toccano diversi ambiti disciplinari dall'Africa all'Asia: la Conoscenza fatta materia, in pratica. Ed anche lì, nuovamente persa, sono sicura di essere stata seguita dagli stessi animali vestiti a festa di via Duomo, ma non essermene mai accorta.

“Ho girato il mondo, ed era solo dietro l'angolo” diceva in uno slogan la British Library di Londra: beh è propio il caso di dire che è vero, consiglio a tutti una passeggiata tra le biblioteche poliglotte di Napoli che vi assicuro regalano conoscenze, prospettive e mondi nuovi.


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