• tiziana fazio

I Cinque Regni


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Ogni riferimento a persone o cose è puramente casuale. Buona Lettura!

I Cinque Regni

Si narra che tanti anni fa, non lontano da qui, esistesse un luogo molto particolare. Uomini, piante ed animali di varie specie vivevano distribuiti in cinque regni diversi, ed ogni regno vantava elementi unici al suo interno.

Il primo era il regno Turchese, un luogo fatto di castelli galleggianti dai tetti ornati azzurri e circondato da acqua dolce. Cascate, barche e zattere erano l’unico mezzo di trasporto di un popolo che viveva di pesca. Il simbolo di questo regno era una corona dalle pietre azzurre.

Colline verdi, alte montagne, piante esotiche, file di alberi fittissimi e centinaia di animali erano invece le caratteristiche del regno Smeraldo. Qui le abitazioni erano di legno e con tetti di paglia. Gli uomini trascorrevano il tempo essenzialmente cacciando e coltivando. La corona che rappresentava questo regno, era chiaramente verde.

La corona rossa rappresentava invece il Regno Corallo il posto con il clima più bizzarro: sabbia da un lato e ghiaccio dall’altro. Deserti caldi e freddi erano intervallati da strane creature, piante rarissime e pochi uomini. Qui si viveva in castelli di ghiaccio o di sabbia.

Il regno Cobalto (come il colore blu della corona che lo simboleggiava), era quello più ricco tra tutti: il regno dell’acqua salata. Creature marine sorprendenti dividevano la loro esistenza con abili palombari, i quali vivevano in castelli galleggianti dai tetti tondi e colorati.

Ed infine il regno Ocra, l’unico luogo dove le risorse che gli altri regni possedevano, venivano trasformate in ricchezza: la sabbia in vetro, il grano in farina, il terreno in mattoni, il sole in energia. Qui gli uomini vivevano in alti palazzi, e nella torre più alta del regno era nascosta la corona Gialla, simbolo del posto.

Tutti i regni erano chiusi in alte mura ed erano perfettamente autosufficienti: non avevano bisogno di nulla per vivere meglio e si consideravano quasi felici. Solo il regno Ocra aveva bisogno delle risorse degli altri reami, ed ogni giorno mandava in giro degli esploratori fidati a prendere le materie prime che loro poi avrebbero trasformato.

Un anno, tuttavia, nel regno Turchese scoppiò una brutta epidemia, e non ci fu più cibo per tutti. Ogni regno allora inviò qualcosa da mangiare per aiutare i popoli e gli animali in difficoltà.

L’ anno dopo invece fu il regno verde Smeraldo a chiedere aiuto, in quanto era finita la poca acqua che possedeva e tutto il regno era diventato come una grande vallata bianca. Il regno Turchese donò volentieri acqua quanto bastava.

Poi fu il turno del regno Cobalto che iniziò ad essere sovraffollato di pesci: nessuno riusciva a muovere una pinna o un tentacolo senza sbattere contro qualcuno o qualcosa. I palombari erano in grande difficoltà. Il regno Corallo inviò ben volentieri dei uomini che pescarono fino a che pesci, molluschi e crostacei riuscirono a nuotare di nuovo in libertà.

Successe poi che nel regno Corallo, all’improvviso, arrivò una tempesta di sabbia e neve: tutti ne furono sommersi in poco tempo. Fortunatamente vennero in soccorso gli uomini del regno color Ocra, che riuscirono a tirare tutto e tutti fuori grazie ad ingegnose pale caricatrici, escavatori e complessi macchinari per sciogliere il ghiaccio o spostare tonnellate di sabbia senza fatica.

Man mano gli abitanti dei diversi regni iniziarono ad incontrarsi.

Conoscendosi, ci si accorse che il numero delle cose in comune tra i popoli era superiore alle differenze.

Di solito l’incontro avveniva un paio di volte all’anno fuori le mura, ed era anche per ridisegnare i confini dei diversi regni. Si notò infatti che anno dopo anno, come una palla che si gonfia, ogni regno cresceva e diventava sempre più grande.

Ad un certo punto i confini dei regni divennero così grandi da toccarsi, e non si riuscì più a definire quale era il confine dell’uno o dell’altro. Ne derivò una terribile guerra, lunga anni ed ambientata nel mare, nel cielo, tra i campi coltivati ed anche tra i deserti caldi e freddi. Tuttavia nessun regno si aggiudicò la vittoria, anzi tutti regni ne uscirono impoveriti e da ricostruire del tutto.

Bisognava trovare una soluzione per ricominciare, e l’idea venne spontaneamente. Tutte le popolazioni decisero di abbattere le mura e provare a convivere come un unico regno. Le macerie delle mura furono usate per costruire nuove case. Su di un libro furono scritte delle regole comuni per rispettare tutti e che tutti dovevano rispettare.

Le corone che simboleggiavano i vari regni furono nascoste, per dimenticare la brutta guerra. Ma i più anziani vollero che si scrivesse su una grande pergamena che mai più bisognava dividersi per le singole corone. La pergamena fu sistemata vicino alle corone nascoste. Il solo obiettivo era creare adesso un unico grande mondo fatto di tanti tipi di vita e di tante diversità.

Inizialmente vivere insieme non fu facile, ma la ricchezza che ognuno portava con sé si dimostrò indispensabile per tutti. Anzi era più semplice vivere avendo a disposizione i beni della terra, del mare, delle foreste, dei fiumi e di chi li sapeva trasformare in ricchezza.

Con il tempo nessuno più si ricordò che quello che ora era un unico grande mondo, un tempo era diviso in cinque regni.

Ma arrivò il giorno in cui un gruppo di esploratori trovò casualmente tutte e cinque le corone nascoste. Il gruppo pretese di dichiarare guerra e ristabilire gli antichi confini. E tutto stava per ricominciare daccapo, ma si evitò il peggio grazie alla pergamena che ricordava l’accaduto, e soprattutto, alla domanda che essa poneva ai lettori: a cosa serve la guerra? Poiché nessuno trovò una risposta convincente, si decise questa volta di distruggere per sempre le cinque corone, e crearne una sola con cinque gemme colorate: simbolo questa volta di unione forte tra gli antichi cinque regni, ora diventati felicemente uno.

Questa favola è dedicata a tutti quelli che conoscono, capiscono, apprezzano il potere ed il valore delle parole scritte e tramandate.

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